ITALIA vs ROMANIA 1 – 1

Le pedine e la scacchiera. Dodici anni fa Arrigo Sacchi si brucio` un Europeo nella convinzione che la scacchiera fosse una soltanto (il 4-4-2) e, di conseguenza, le pedine potessero mutare a piacimento. Ricordate l’ingresso in campo di Torricelli al posto di Carboni al 77’ di Italia-Germania? Un cambio emblematico in una gara in cui gli azzurri avevano solo bisogno del grimaldello giusto per stendere gli avversari. Fini` 0-0 e l’Italia torno` a casa senza passare la fase a gironi. Dodici anni dopo potrebbe succedere lo stesso a uno dei tanti epigoni del tecnico di Fusignano, Roberto Donadoni. La sensazione, questa volta, e` che le pedine fossero giuste, la scacchiera pure. Comune, semmai, e` stata la voglia di non stravolgerla quando serviva gettare il cuore oltre l’ostacolo. Senza dimenticare che non e` stato ancora trovato il giusto incastro a centrocampo.

Contro la Romania, il predominio e` stato sterile, tanto quanto forte e` stata la sensazione che mancasse qualcosa, anzi qualcosina, per vincere. I terzini andavano sul fondo (soprattutto con Grosso), eppure i cross che arrivavano a Toni erano precisi ma lenti. Camoranesi, Del Piero e Pirlo (gli uomini in grado di far saltare il banco) correvano molto, non sempre nel modo giusto. Segno che il 4-3-1-2 andava bene e gli interpreti potevano essere all`altezza. Solo che hanno giocato nel ruolo sbagliato. Camoranesi da trequartista si muove troppo, districandosi tra atti di generosita` difensiva piu` dispendiosi che utili mentre in attacco non trova il tempo dell’inserimento, partendo troppo vicino alla porta. In quel ruolo rende se ha praterie davanti, non se la squadra cinge d’assedio il fortino avversario. Pirlo da interno destro e` ancora troppo vicino a De Rossi, troppo lontano da dove la partita si decide. In cabina di regia o sulla trequarti. Del Piero si e` mosso bene finche` ha retto. Pero` non ha mai avuto a disposizione l’interlocutore giusto con cui andare in porta. Non a caso l`unica cosa buona (punizione dal limite guadagnata al 32`) e` nata da un avanzamento di Pirlo. Qui sta il nocciolo della questione. Contro la Romania Donadoni ha costantemente ruotato gli uomini a centrocampo. Perche`, pero`, non ha mai provato Pirlo sulla trequarti?

I reparti rimanenti sono quasi impeccabili (esclusa la castroneria di Zambrotta). La regia di De Rossi e` stata sufficiente. La difesa ha sofferto il giusto, puntellata come si deve da un Chiellini parso la versione ‘normale’ di Materazzi. Ognuno, in sostanza, ha suonato bene il proprio strumento senza che mai o quasi l’orchestra sia parsa armonica, davvero piacevole e produttiva. E` mancata la scintilla, quella che nasce quando ognuno al posto giusto riesce a dare il 110 percento. Eppure la scossa, per la cronaca, sarebbe anche arrivata due volte. In entrambi i casi grazie a Mutu. Che prima ha svegliato gli azzurri con il gol del vantaggio romeno, poi li ha ridestati facendosi parare il rigore del possibile 2-1 da Buffon.

Donadoni, pero`, in entrambi i casi non e` riuscito a cavalcare la forza degli eventi. Prima ha dato l’impressione di voler gettare lo spartito mettendo Cassano al posto di Perrotta. Poi e` ritornato sui propri passi, preferendo non calcare la mano con Quagliarella per Del Piero. Infine, si e` lasciato andare alla disperazione inserendo Ambrosini per Camoranesi. Fedele alla scacchiera, quasi come il maestro Arrigo. Senza dubbio, pero`, privo di quella scintilla di genio (e di quel pizzico di fortuna) che ha permesso a Sacchi di fare scuola.

P.s. Non e` la sede opportuna per discutere gli errori arbitrali, nonostante sia logico sostenere che il gol regolare di Toni avrebbe permesso agli azzurri di ‘tirare’ fuori il quid anticipatamente. Della Romania di Piturca, invece, c’e` poco da dire. 4-1-3-2 di catenaccio moderno come tanti altri. Qualche giocatore di qualita`, buon fisico, ripartenza ma senza esagerare. Se non altro Piturca ha saputo spremere il massimo dal materiale che aveva a disposizione. Donadoni no e forse per questo non ha meritato la dose abbondante di fortuna che ha ricevuto in dote il collega romeno. Una cosa, pero`, bisogna dirla. Come gioca la Romania non piace nemmeno a Mutu, perche` dovrebbe essere apprezzata dagli altri?

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